Le limitazioni al gioco d’azzardo

Più volte si è letto che gli operatori del gioco d’azzardo si sono lamentati delle continue “limitazioni” alla loro attività: le distanze dai luoghi sensibili, gli orari di apertura delle sale da gioco, l’accensione e lo spegnimento degli apparecchi da intrattenimento sono solo alcuni degli elementi che “hanno fatto alzare la voce” agli esercenti del gioco pubblico che si sono sentiti fortemente discriminati nell’esplicare il proprio lavoro. Bene, questo è un discorso certamente “di parte” … ma il fatto che l’accensione e lo spegnimento delle “famigerate macchinette” determini un loro “cattivo funzionamento” in quanto rende più difficoltoso il controllo da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è incontrovertibile. Lo svolgimento del gioco regolare deve essere controllato sempre e presidiato.

Il monitoraggio costante dei dati ha due interessi primari: le esigenze di gettito e l’assicurazione che siano evitate sottrazioni illegittime, e la necessità che venga proposto un gioco conforme alle regole a tutela dei giocatori. La “continuità del collegamento”, il “costante monitoraggio” ed il corretto funzionamento delle componenti del sistema di gioco facilitano l’accesso alle informazioni per arrivare ad una vigilanza e ad un controllo precisi: quindi, il sistema di funzionamento deve assicurare in tempo reale che tutte le componenti siano perfette e la memorizzazione e la tracciabilità dei dati di gioco garantiscono la perfezione di quanto “erogato”. La riduzione degli orari in cui è consentita la lettura riduce l’osservazione dei dati ed impedisce agli operatori della filiera di poter assicurare la raccolta dati con i ritmi ed i tempi ai livelli richiesti.