Gioco d’azzardo illegale in unione europea

Sarà una bella lezione di “presa di coscienza” quella che impartirà la Presidenza dell’Unione Europea e che è indirizzata a contrastare il gioco illegale. Tutti dovranno rendersi conto che questo “discorso” è importantissimo per la sopravvivenza dell’intero settore: se non si debellerà la rete illegale il mondo del gioco lecito soccomberà… senza attendere molto tempo ancora. Chissà, forse qualcuno sarà felice di questa soluzione, non certamente gli operatori legali, i dipendenti ed i professionisti delle aziende che sono allocati presso le varie attività “ludiche”. Meno male, quindi, che la Presidenza Ue c’è: agirà attraverso operazioni in “tutto segreto”, sotto copertura, e consegnerà informazioni agli Stati Membri ed alle relative Autorità per far trovare risposte concrete al fenomeno del gioco illegale, del riciclaggio e delle frodi sportive. Questo “attivo” atteggiamento in incognito ha già funzionato con grande successo in alcuni Stati Membri nella lotta ai crimini collegati al gambling.

Le nuove linee guida sono state discusse da un gruppo di lavoro, ma naturalmente prima di divenire effettive dovranno essere approvate dai singoli ministri di ogni Stato. Sono, in ogni caso, misure per far rispettare la legge ma non certamente provvedimenti che vadano a toccare, in qualsiasi modo, la regolamentazione del gioco d’azzardo nei singoli Paesi. Un’altra importante misura indicata in questa proposta è l’individuazione ed il sequestro dei profitti derivanti dall’illegalità ed il contrasto dell’infiltrazione delle organizzazioni criminali nel mondo-gioco legale: è essenziale questo per dimostrare il “posto” che il legale ha nel nostro sociale ed in quello di tutti gli altri Paesi membri.

Il gioco d’azzardo e la delega fiscale

Un ulteriore ed ennesimo rinvio per conoscere la stesura definitiva della Legge Delega: ancora qualche “ritocchino” per renderla… raggiungibile ed attuabile e si spera tutte le incertezze che gravitano attorno la normativa saranno “spazzate via” e, finalmente, si darà inizio alla realizzazione dei cambiamenti già annunciati ed alla tanto attesa “rivoluzione” del mondo del gioco d’azzardo lecito. Il Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, ha voluto sgomberare il campo da alcuni equivoci che potrebbero sorgere specialmente in relazione al comparto degli apparecchi da intrattenimento che sarà quello particolarmente “toccato” dalle nuove norme e, certamente, quello che subirà un cambio “quasi radicale”. Ciò che indubbiamente è chiaro è che ci sarà una “corposa” riduzione del numero delle “famigerate macchinette” sul territorio e, sopratutto, un passaggio generazionale delle Awp verso una versione -ancora non ben definita- “più evoluta” ed al passo con i tempi.

Visto, però, che questo “avvicendamento” avverrà poiché controllabile da remoto, ci si domanda come potrà avvenire in pratica e rispettando la tempistica -stretta- messa a disposizione dalle norme che si applicheranno. Meglio ancora gli addetti ai lavori si domandano come questo “avvicendamento” potrà essere sostenibile per il settore e come potranno le imprese della filiera garantirne il successo. In ogni caso per evitare che questa “rivoluzione del mondo del gioco” rimanga una delle tante “annunciazioni” si spera che gli “ultimi ritocchini” vengano effettuati in fretta… ma bene e che appunto questa ristrutturazione non segua tante altre iniziative “renziane”…che hanno lasciato tutto allo stato di “stallo”: tutti gli operatori del settore stanno con le dita incrociate!

Finito il proibizionismo al gioco d’azzardo

In ogni settore toccato, negli anni, dal proibizionismo e dai “suoi” insuccessi eclatanti si sono ottenuti effetti contrari rispetto agli scopi che si intendevano perseguire. Quindi, gli anni del proibizionismo hanno consegnato ai “posteri” un verdetto indiscutibile e sopratutto inequivocabile: vietato proibire e vietare. Questo risultato sembrava essere stato “acquisito” da tutti… ma, invece, è stato letteralmente dimenticato quando si tratta del mondo del gioco d’azzardo pubblico. Quando si parla di gioco riaffiorano, non si capisce bene come mai, tutti quei sentimenti abolizionisti che sfociano in campagne ideologiche -e francamente più nocive che altro- che hanno portato allo sfascio quasi totale del mondo-gioco e che sopratutto fanno “a cazzotti” con la “realtà reale”.

Anche se forse ci si sta allontanando dall’idea di “eliminare il gioco dalle nostre vite” poiché lo si riconsegnerebbe al mondo-illegale, affiora “la necessità” di proibirne la pubblicità e la promozione nelle città ed attraverso i mezzi di comunicazione. Questo, ultimamente, sta diventando un ritornello ricorrente, ritornello delle svariate campagne anti gioco che alcuni politici ostentano e che i vari amministratori locali vogliono mettere in essere. Certamente nessuno si è soffermato a riflettere sulla violazione dei principi di libera circolazione dei servizi e sulla limitazione della libertà di impresa: ma tant’è, bisogna rendersi conto che il mondo-gioco fa sempre discutere, parlare, litigare ma non fa certo riflettere la nostra classe dirigente sui rischi a cui si andrebbe incontro qualora certi principi venissero applicati fino in fondo ed a livello generale.

Il gioco d’azzardo sano è responsabile

Il Comune di Bologna si prefigge l’obbiettivo di promuovere una “cultura del gioco misurato, responsabile e consapevole” e di impegnarsi per il “contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco”: questo obbiettivo avrà la conseguenza di non promuovere in alcun modo le campagne pubblicitarie relative ai centri di scommesse, sale Slot/Vlt o più significatamente che riguardino il gioco d’azzardo in generale. Ciò per evitare che dal gioco possano discendere dipendenze, danni morali, psicologici ed altro, sopratutto per i minori e per gli anziani che sono soggetti con una particolare fragilità e sensibilità: quindi, Bologna in prima linea per promuovere azioni di prevenzione e di comunicazione ai cittadini.

Sempre per la responsabilità di chi gioca o si avvicina al mondo del gioco d’azzardo, verrà promosso un concorso nazionale “Ragazzi in gioco” rivolto alle scuole statali e paritarie secondarie di I e II grado per far avvicinare le istituzioni scolastiche alla riflessione sul fenomeno del gioco d’azzardo e sollecitando, quindi, docenti e studenti a realizzare video su questo tema ritenendo che sia particolarmente importante che siano “tutti” coinvolti in questo percorso di responsabilizzazione che porta dritto dritto ad un sano divertimento che dovrebbe essere l’unico e vero scopo del gioco d’azzardo pubblico… non certamente altro. Una seria riflessione sul gioco che parta dai giovani può aiutare a “creare una potente barriera” di contrasto ai disagi che possono derivare “dall’abuso del gioco”, come dall’abuso di alcool o dall’abuso di droga. Spazio quindi alla creatività per combattere il gap ed i suoi “derivati”.

Le limitazioni al gioco d’azzardo

Più volte si è letto che gli operatori del gioco d’azzardo si sono lamentati delle continue “limitazioni” alla loro attività: le distanze dai luoghi sensibili, gli orari di apertura delle sale da gioco, l’accensione e lo spegnimento degli apparecchi da intrattenimento sono solo alcuni degli elementi che “hanno fatto alzare la voce” agli esercenti del gioco pubblico che si sono sentiti fortemente discriminati nell’esplicare il proprio lavoro. Bene, questo è un discorso certamente “di parte” … ma il fatto che l’accensione e lo spegnimento delle “famigerate macchinette” determini un loro “cattivo funzionamento” in quanto rende più difficoltoso il controllo da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è incontrovertibile. Lo svolgimento del gioco regolare deve essere controllato sempre e presidiato.

Il monitoraggio costante dei dati ha due interessi primari: le esigenze di gettito e l’assicurazione che siano evitate sottrazioni illegittime, e la necessità che venga proposto un gioco conforme alle regole a tutela dei giocatori. La “continuità del collegamento”, il “costante monitoraggio” ed il corretto funzionamento delle componenti del sistema di gioco facilitano l’accesso alle informazioni per arrivare ad una vigilanza e ad un controllo precisi: quindi, il sistema di funzionamento deve assicurare in tempo reale che tutte le componenti siano perfette e la memorizzazione e la tracciabilità dei dati di gioco garantiscono la perfezione di quanto “erogato”. La riduzione degli orari in cui è consentita la lettura riduce l’osservazione dei dati ed impedisce agli operatori della filiera di poter assicurare la raccolta dati con i ritmi ed i tempi ai livelli richiesti.

Il gioco d’azzardo ed i Casino Online italiani

Non vi è dubbio che il gioco pubblico “ristagna” in una situazione difficile e complicata. Oltre naturalmente alla demonizzazione di una parte benpensante di cittadinanza, si trova a “discutere” con i Comuni e con i regolamenti che nascono appositamente per “mettersi di traverso” all’attività del gioco ed alla sua “distribuzione”. A questo “brutto periodo” per il gioco pubblico si “aggregano” anche i casinò tricolori che stanno subendo la concorrenza del gioco pubblico, dei casinò online e di tutto quello che ne discende. Per salvare tutti i settori bisognerebbe che il Governo si schierasse a difesa del “gioco” e prendesse una posizione ben definita, ma senza dubbio difficile da intraprendere.

Fare previsioni però su questa “presa di posizione” del Governo è praticamente impossibile. Tutto si risolverebbe da sé se “passasse” la crisi economica, ma dato che questo discorso è prettamente utopistico… bisogna pensare ad altro! Ci vorrebbe ordine nello “sregolato” mondo del gioco pubblico: attualmente ci sono troppe offerte e ci si è allontanati troppo dal Totocalcio, dal Lotto, dalle scommesse e dalle Lotterie nazionali. Oggi tutto questo è superato dal moltiplicarsi delle offerte di gioco e poi, “l’avvento dell’online” ha fatto il resto. Questo, ha creato certamente un aumento del business gioco, ma ora il Governo ha il dovere di regolare “tutto ciò che ha creato” ed aiutare, quindi, indirettamente anche le Case da Gioco il cui declino è da imputarsi anche ad una chiara assenza di regole precise e di piena presa di posizione da parte di chi ci governa.